Avrete tutti visto le immagini drammatiche che giungono dalla zona del confine tra Nepal e Tibet, una impressionante onda di fango, acqua e detriti ha travolto tutto e tutti. Non una delle peraltro “usuali” inondazioni tipiche del periodo monsonico, l’ultima tre anni fa ha causato 600 morti accertati e di cui quasi nessuno ha parlato; un evento catastrofico del quale in questo momento si riesce a comprendere solo una piccola parte delle conseguenze immediate e future. La nostra socia Yancen Diemberger si trova a Kathmandu dopo essersi recata a Limi, e tramite lei cercheremo di capire come poter essere utili, non certo ora, perché l’emergenza, lo abbiamo visto dopo il fortissimo terremoto del 2015, è soprattutto portatrice di confusione. Importante è non perdere il contatto con la realtà soprattutto quando i riflettori, come sempre accade, si saranno spenti. Il bilancio delle vittime è ancora estremamente provvisorio, ma Rasuwa è una zona molto abitata e il confine di Kirong (Gyrong)  tra Nepal e Tibet, è da una decina d’anni la via principale di transito per genti e merci, dopo che l’impervia gola di Kodari, vecchia arteria di comunicazione, è stata quasi spazzata via dal recente terremoto. Kirong… un nome mitico per noi, Eco Himal è di fatto nata lì, dalla parte tibetana, nel 1994… una storia d’altri tempi che vi racconterò. Ora aspettiamo notizie, quelle generali, e quella di amici che lì lavorano, dopo più di trent’anni di frequentazione di quelle zone sono tanti come potete immaginare. Grazie a tutti coloro che ci hanno già scritto o telefonato. A presto.

Patrizia